. . . il coraggio di essere
cio' in cui si crede.

Michelangelo Agrusti


 

Le ragioni di una scelta

Dopo l'esperienza del Terzo polo, il sostegno al candidato Maurizio Salvador chiamando all'appello tante persone che desideravano battersi per qualcosa, che conta, la partecipazione alla nascita ufficiale di Alleanza Popolare, frutto degli sforzi congiunti della coppia Martinazzoli e Mastella. che si ripropone di essere il riferimento del Centro moderato . Michelangelo Agrusti si candida alla presidenza della provincia di Pordenone con la chiara intenzione di mettere al centro l'interesse del cittadino. Rinascita pordenonese, questo il nome della lista con la quale Michelangelo Agrusti si rivolge, alla società dei normali, sfiduciati da questa politica e dai continui piagnistei di una classe dirigente che ha tenuto alle porte, per tirchieria, le nuove generazioni che, probabilmente, sono migliori della nostra. Occorre interpretare il sentimento della gente e l'onorevole, è convinto di toccare i tasti giusti. Taglierò le indennità degli amministratori - ha sostenuto - sfronderò le tante società partecipate che servono a dare un posto a chi non ce l'ha, abbatterò i costi dell'apparato. Razionalizzerò gli spazi: a che serve occupare mezzo centro storico con una sede che ha talmente tanti locali di rappresentanza che non basta ad accogliere gli uffici?. Per Agrusti è necessario la rifondazione della provincia, puntando fermamente sul completamento dell'A28, il prolungamento della Cimpello-Sequal fino a Gemona, che va trasformata a quattro corsie, un collegamento tra il ponte sul Tagliamento e l'autostrada a Villotta, maggiori investimenti sul trasporto ferroviario, trasformando la Venezia-Udine in una metropolitana a cielo aperto, e la costituzione di una linea ferrata che intersechi la zona del mobile. Progetti alternativi rispetto alla messa in sicurezza della Pontebbana che in alcuni tratti sventrerà i paesi con danni colossali". La Provincia, per Agrusti, deve diventare il luogo di concertazione delle scelte: un'università che diventi monogama e non abbia due o tre partner, un centro di design per le imprese del legno, il coordinamento della sanità attraverso gli ospedali riuniti. In economia la delocalizzazione non è un processo inevitabile: E' una balla - ha sostenuto - che non si possano creare a Pordenone le condizioni affinché i grandi gruppi tornino a reinvestire.


 
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