De Anna dà i voti - Data: 30/06/2004
Partiamo da Michelangelo Agrusti . «Insufficiente. Ho letto di sondaggi che parlavano di un 10-16\% di potenziali suffragi per lui. Invece, come pensavo, le urne hanno mostrato che non aveva truppe sufficienti dietro la collina. Rispetto però il suo coraggio di presentarsi e metterci la faccia. Cimentarsi con una sfida non è mai semplice».

Come a scuola. Finite lelezioni (leggi ballottaggio), arriva inevitabile il tempo delle pagelle. Elio De Anna, confermato alla presidenza provinciale con 850 voti più del rivaleulivista Sergio Zaia (50.35\% contro 49.65\%), veste con un pizzico d'ironia le vesti delprof. «Diciamo - premette - che la vittoria non è stata per niente facile, complice un sistema elettorale con un secondo turno che giudico sempre più lontano dalle aspettative reali dei cittadini elettori. Personalmente, inoltre, sono fautore di un bipolarismo molto marcato. Chi vince si prende tutto e poi si rimette in gioco. Nel bene e nel male». - Dia i voti ai suoi avversari. Partiamo da Michelangelo Agrusti . «Insufficiente. Ho letto di sondaggi che parlavano di un 10-16\% di potenziali suffragi per lui. Invece, come pensavo, le urne hanno mostrato che non aveva truppe sufficienti dietro la collina. Rispetto però il suo coraggio di presentarsi e metterci la faccia. Cimentarsi con una sfida non è mai semplice». - Il triestino Alessandro Gilleri? «Sei meno. Ha riproposto il Garofano, una scelta che non si può compiere a cuor leggero, ma gli mancava un candidato forte locale. Così ha dovutocorrere lui stesso». - Edouard Ballaman, prima nemico e poi alleato con l'operazione di apparentamento? «Il leghista merita un 8 più per il lavoro svolto, al di là della scelta finale di ridare vita alla Casa delle libertà. Il suo successo a livello provinciale (oltre il 15.5\% al primo turno,ndr) dice chiaramente che sarà in grado di proporre con forza anche una sua ricandidatura parlamentare, che soltanto il partito potrebbe mettere in discussione». - Sergio Zaia? «Dal 6 al 7. È una persona seria e leale. Inizialmente si è mosso al traino delle forze politiche che lo sostenevano, ma è riuscito a presentarsi al ballottaggio da vero trascinatore». - Mario Puiatti? «Insufficiente. Vista anche l'ultima polemica innescata con lui, non fatemi dire altro». - Vitto Claut? «Senza voto. È partito per partecipare, sperando di guadagnarsi un posto al sole in Consiglio. Giudico molto valida, in ogni caso, la sua idea dell'Osservatorio: cercherò di realizzarla con il suo aiuto, senza chiedere nulla in cambio». - Lei è stato uomo di sport anche in azzurro e questi sono giorni di Campionati europei. Chi è il Buffon, ovvero il paratutto, della sua nuova squadra provinciale? «Il presidente, cioé io stesso. Al di là della stazza fisica, a me competono le responsabilità finali. Compresa quella di evitare pericolosi sbilanciamenti in avanti da parte della formazione». - Restiamo nella metafora calcistica, dopo tante chiacchiere politiche. Chi sono il Vieri e il Totti della sua maggioranza, ovvero il bomber e l'inventore di gioco? «Più dei singoli identificherei un partito, Forza Italia, con gli alleati impegnati ad agire lungo le fasce per offrirci il valore aggiunto: An con il voto agli emigranti, l'Udc con il senso della famiglia, la Lega con l'autonomia provinciale». - Una grossa sorpresa di queste elezioni? «Direi l'exploit di Martina Corazza, che è andato anche oltre i confini della Zona del Mobile. La paragonerei all'esplosione del Cabrinimundial di Bearzot». p.p.s.

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